Gas e ambiente

GAS NATURALE, COS’ E’?
Il gas naturale è composto da una miscela di idrocarburi, in maggioranza METANO (CH4) (tra gli altri idrocarburi possiamo identificare propano, butano ed etano) ed è prodotto dalla decomposizione anaerobica di materiale organico. Il processo di formazione ha una durata di milioni di anni, durante i quali il gas rimane accumulato in sacche sotterranee a centinaia di atmosfere di pressione, al di sotto di strati di roccia impermeabile.
Il gas naturale può sprigionarsi dal suolo naturalmente oppure dopo la trivellazione di pozzi, con le medesime tecniche impiegate per l'estrazione petrolifera.

IL METANO
Il metano è un idrocarburo semplice, composto da un atomo di carbonio e 4 di idrogeno, che vanno a formare una molecola dalla forma tetraedrica. E’ inodore, incolore ed insapore, quindi per essere distribuito nelle reti domestiche deve essere "odorizzato" mediante processo di lambimento di un liquido dal caratteristico "odore di gas" cioè il "Tetraidrotiofene". Questo procedimento è indispensabile per rendere avvertibile la presenza di gas nell'ambiente e diminuirne la pericolosità.
Avendo un peso specifico inferiore a quello dell’aria (gas leggero), il metano possiede la tendenza a salire verso l’alto; questa sua caratteristica è da tenere presente ai fini della sicurezza, sia nella scelta dei punti di aerazione e di ventilazione dei locali ove sono installati gli apparecchi di utilizzazione (caldaia, scaldacqua, piano cottura), sia per individuare, in fase di realizzazione di un impianto, il corretto posizionamento degli stessi.
Per saperne di più su come gestire in modo corretto e sicuro il tuo impianto consulta la sezione dedicata ai consigli per la sicurezza.

LA SUA SCOPERTA
Premettendo che, storicamente, giacimenti di gas naturale, quali la fontana ardente di Grenoble, sono conosciuti fin dai tempi di Giulio Cesare e che già intorno all’anno 1000 i cinesi potevano vantare “gasdotti” in bambù; fu Alessandro Volta nell’autunno 1776 a studiare un fenomeno che gli venne segnalato da Carlo Giuseppe Campi: osservò che, in un’ansa stagnante del fiume Lambro, avvicinando una fiamma alla superficie dell’acqua si accendevano delle fiammelle azzurrine.
Volta decise di approfondire gli studi e si recò presso gli stagni di Angera dove, smuovendo il fondo, vide risalire delle bolle di gas che raccolse in bottiglie; il nome dato a questo gas fu aria infiammabile di palude e lo studioso scoprì che poteva essere incendiato sia tramite una candela accesa che tramite una scarica elettrica.
La corretta composizione del gas fu determinata nel 1805 da Thomas Henry.
Il primo giacimento profondo dell’Europa Occidentale fu individuato in Italia, presso Lodi, nel giugno 1949, con una perforazione dell’ENI, allora presieduta da Enrico Mattei.

RAPPORTO CON L’AMBIENTE
Il gas naturale può essere considerato la fonte di energia primaria più pulita che abbiamo a disposizione, nonostante la sua combustione generi gas serra che contribuiscono al surriscaldamento del pianeta. Il fatto che manchi di impurità, non sia tossico, non produca residui di combustione (bruciando crea solo vapore acqueo ed anidride carbonica) ed abbia un elevato potere calorifero lo rende una fonte energetica quasi ecologica.
Se il ritmo di consumo di questa risorsa non rinnovabile verrà mantenuto costante, i giacimenti attualmente conosciuti saranno in grado di rifornirci per altri 60 anni.
Per quanto riguarda l’impatto ambientale proprio dell’utilizzo del metano, va sottolineato che, non contenendo zolfo, durante la combustione non produce anidride solforosa, colpevole del fenomeno delle piogge acide; inoltre le sue emissioni di anidride carbonica sono del 25 e del 40% inferiori a quelle del petrolio e del carbone.
Ultimo, ma non meno rilevante particolare, trasportando metano via mare, non si rischierà mai di incorrere nei disastri ecologici di cui più volte le petroliere si sono rese tristemente protagoniste: infatti nel caso di fuoriuscite per incidenti e falle nei serbatoi delle metaniere, il gas riprenderebbe forma gassosa disperdendosi nell’atmosfera. Comunque solo il 3,4% del gas naturale che viene importato in Italia viaggia via nave, infatti ben il 96,6% del metano viene trasportato attraverso i gasdotti.

FABBISOGNO ED APPROVVIGIONAMENTO
Nel nostro Paese nel 2004, i consumi di gas naturale hanno raggiunto i 80,3 mld/mc.
Il fabbisogno è stato soddisfatto dalla produzione nazionale solo per circa il 18%. Questo dato sta a significare che una gran parte degli idrocarburi consumati in Italia viene importata da altri Stati sia appartenenti alla Comunità Europea che non.

I dati utilizzati hanno come fonte il Ministero delle Attività Produttive – Direzione Generale Energia e Risorse Minerarie – Osservatorio Statistico Energetico.

Il maggior importatore è l’Algeria che nel 2005 ha rifornito il nostro Stato con ben 27.464 milioni di standard metri cubi, ossia il 37,4%.
Al secondo posto si attesta la Russia importatrice di 23.326 milioni di standard m³, il 31,8%.

Seguono Olanda, Norvegia e Libia rispettivamente con 8.040 (10,9%), 5.723 (7,8%) e 4.493 (6.1%) milioni di standard mc.
Gli UK riforniscono l’Italia solamente per lo 0,7%,mentre gli altri Stati appartenenti all’Unione Europea si spartiscono il 3,8%. Il residuo 1,5% è di competenza di altri stati extra Unione Europea.

I dati utilizzati hanno come fonte il Ministero delle Attività Produttive – Direzione Generale Energia e Risorse Minerarie – Osservatorio Statistico Energetico.

Questo secondo grafico ha lo scopo di illustrare le importazioni di gas naturale in Italia evidenziandone il punto d’ingresso nel nostro Paese.
La maggior parte delle forniture raggiunge l’Italia passando per Marzara del Vallo, il 34,3% (cioè 25.288 milioni di standard metri cubi), e Tarvisio, il 32,2% (23.651 milioni di standard di mc).
Un altro importante punto di entrata per il gas è Passo Gries, da cui transita il 22,1% delle importazioni.
Per finire troviamo Gela (6,1%), Panigaglia (3,4%) e Gorizia (0,4%). Il rimanente 1,5% trova un punto di ingresso in altre località minori.